Lettera Pubblicata su SlideItalia.it

Luglio 2015

Carissima dottoressa,
Le scrivo per parlarle di una mia situazione personale che definirei grave e senza una via d’uscita. Sono fidanzata da circa un anno con un ragazzo più grande di me, una storia nata dopo una grande delusione ricevuta da me e dalla quale pensavo non mi sarei mai più ripresa.

Un grande desiderio di maternità purtroppo frenato da miei problemi fisici mi ha portata alla decisione di sottopormi ad un intervento di fecondazione assistita di comune accordo con il mio compagno. Lui si è mostrato entusiasta fin  da subito della decisione e mi ha seguita con grande comprensione mostrandosi apprensivo ed innamorato.

Poi, all’improvviso, un giorno, l’amara scoperta. Per puro caso lascia il telefono mentre si fa la doccia ed io, che non lo avevo mai controllato, non so perché ma proprio quel giorno sono spinta da qualcosa e lo prendo. Scopro un mondo incredibile e terribile: messaggi con decine di donne, molto spinti. Ma non basta, vengo a scoprire che se la fa anche con transessuali di ogni tipo, appuntamenti vari, addirittura orge. E dulcis in fundo in un cassetto del suo armadio trovo della biancheria intima femminile molto grande di taglia che presumo indossi lui.

Sono sconvolta, dottoressa e non so cosa fare o pensare. Per di più le pratiche per l’inseminazione sono tutte avviate e a buon punto visto che gli ovuli sono stati fecondati.

Sono combattuta se fare comunque l’inseminazione ma non voglio più avere niente a che fare con lui. 

Mi aiuti, per favore.

 

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Sabrina,

ho letto la sua lettera con molto interesse. Negli ultimi anni, storie come la sua sono in aumento crescente per il fenomeno sociologico di allungamento della vita e miglioramento della salute, che aiuta a mantenersi ancora molto belli alla sua età e oltre. I figli nutrono un sentimento di gelosia verso i genitori in particolare durante cambiamenti importanti come la nascita di un fratellino, oppure la presenza di un nuovo fidanzato (quando i genitori sono separati). Ossia tutte le volte che qualcun altro possa prendere il loro posto. Sua figlia prova per lei molta rabbia e anche, oltre alla gelosia, molta invidia. Non ha sviluppato una buona autostima tanto che, come  scrive, sembra che “gareggi” con lei. Dal suo punto di vista anche perdendo, visto che attua comportamenti distruttivi nei suoi confronti.

Sembra desideri avere una mamma tradizionale piuttosto che una mamma che pensa alla cura del corpo e dell’aspetto, che stia cioè in cucina a preparare crostate e a rassettare. Sicuramente, il modello di mamma-amica crea un rapporto ludico e di molta confidenza ma fa perdere ai figli un punto di riferimento e di protezione durante lo sviluppo evolutivo, che in alcuni momenti cruciali di bisogno, di confronto e di guida autorevole viene a mancare. Se poi si passa da un modello genitoriale ad un altro molto diverso, allora la confusione e il disorientamento superano ogni logica di sopportazione.

A questo punto le reazioni possono essere di vario tipo. Nel suo caso, sua figlia non accetta più l’autorevolezza genitoriale, criticandola in malo modo. Provare a parlarle non sortisce un buon risultato, in questa fase le suggerisco di scriverle una lettera chiedendo scusa per gli errori commessi non intenzionalmente, di dichiarare tutto l’affetto che prova per lei e di come si sente rispetto a tutto quello che accade fra voi.

I figli durante il periodo adolescenziale vivono un conflitto con i genitori per costruire una loro identità. Spesso questa fase è vissuta con molte emozioni devastanti specialmente se il periodo precedente e’ stato dominato da un legame simbiotico.

Lasci crescere sua figlia senza critiche e svalutazioni accettando i suoi momenti di altalenanza emotiva.

Un supporto psicologico mirato a potenziare l’autostima di sua figlia velocizzerebbe la soluzione.