Lettera Pubblicata su SlideItalia.it

Maggio 2017

 

Cara Dottoressa,

mi chiamo Patrizia e ho 31 anni. Sono una bella donna e nella vita sono sempre andata avanti grazie al mio corpo.

Ho fatto la modella per qualche tempo, ho posato per alcuni servizi fotografici, spesso malpagati. Poi un giorno su un set di una pubblicità di biancheria intima mi hanno proposto di fare delle fotografie un po’, diciamo, “particolari”. E mi hanno fatto capire che la mia fisicità poteva farmi accumulare bei soldi.

Ci ho riflettuto a lungo. Poi ho deciso. Non ho mai avuto grandi aspettative e studiare non mi è mai interessato. Così, proprio grazie al mio fisico piacente, da due anni mi guadagno da vivere… col mestiere più antico del mondo: sono diventata una prostituta. All’inizio i soldi mi hanno fatto gola, poi però col passare del tempo ho cominciato ad affrontare tutti quei problemi che lavorare per strada porta con sè. Il freddo dei mesi invernali, il rischio di contrarre malattie (perché non sempre l’uso del preservativo protegge al cento per cento), la forte concorrenza con le altre ragazze che ci porta a litigare spesso per il territorio; e il terrore che qualche magnaccia decida di prendere possesso di me e della mia vita, sfruttandomi e ricattandomi, come succede a tantissime “colleghe”.

Sono contenta della mia vita e non mi vergogno della scelta che ho fatto, perché di questo si tratta, una scelta.

Però ho paura e vorrei sentirmi tutelata, vorrei poter decidere della mia vita e soprattutto scegliere che “lavoro” fare, anche se agli occhi di tutti, Stato compreso, il mio non è assolutamente un mestiere.

Allora le chiedo, c’è una soluzione?

Patrizia

 

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Carissima Patrizia,

personalmente potrei dire altre cose, ma dovendoti dare una risposta professionale, accetto e rispetto la tua scelta di vita e credo che nessuno, proprio nessuno, debba giudicarti.

Ti dirò di più, non solo è un tuo diritto essere tutelata, ma puoi e devi combattere affinché questo avvenga. Abbiamo lottato un secolo per raggiungere la parità e, a oggi, dobbiamo essere padrone di fare ciò che riteniamo più conveniente per il nostro futuro, anche se può risultare una decisione scomoda e impopolare.

Sono sicura che potrà aiutarti sapere che esiste un Disegno di legge (N. 1201) depositato al Senato che si sta occupando proprio di situazioni come la tua e vuole regolamentare la prostituzione: si tratta della legge Spilabotte, dal nome di una delle senatrici firmatarie. Recita il testo: “La chiusura delle case di prostituzione ha significato nello stesso tempo: proibizione di ogni attività volta a trarre guadagno dall’esercizio altrui della prostituzione; proibizione di discriminazioni, attraverso schedature, di donne che esercitano la prostituzione; l’affermazione della prostituzione come attività attinente alla sfera privata dei rapporti tra persone, pertanto come attività lecita, non perseguibile né per chi la esercita, né per chi la utilizza”. 

Certo è che: “Bisogna distinguere tra chi decide più o meno liberamente di prostituirsi, magari nel suo appartamento, dalle ragazze, spesso minorenni, e dalle donne che vengono fatte arrivare in Italia con l’inganno e la forza, sequestrate, stuprate e tenute in schiavitù da sfruttatori che si arricchiscono torturandole. Si tratta di due fenomeni molto diversi. […]La prostituzione può essere una scelta (per quanto per alcuni difficile da comprendere e da ammettere), non riteniamo giusto che lo Stato intervenga sull’uso che del proprio corpo intendono fare donne libere e responsabili” (DDL N.1201).
Purtroppo non sarà facile raggiungere questo traguardo perché c’è il timore diffuso che considerare legale questo mestiere favorisca la “mercificazione del corpo” e porti l’industria del sesso a incrementare lo sfruttamento sessuale, e che questo dunque non protegga affatto le donne. Regolamentare la prostituzione però aumenterebbe sicuramente la sicurezza di chi la pratica, perché attraverso la schedatura ogni incontro sarebbe tracciabile; inoltre favorirebbe una maggiore cura della sfera sanitaria, perché sarebbe obbligatorio sottoporsi a regolari esami clinici, sia da parte del cliente che della prostituta. Ci sarebbe poi l’imposizione di tasse e del luogo di residenza prescritto.

Se posso darti un consiglio però, nel rispetto sempre della tua scelta, ti dico che ci sono tantissimi altri modi per raggiungere l’indipendenza economica. Questo perché dobbiamo tenere a mente che, tutti i mestieri dove la fisicità è l’elemento essenziale, hanno una scadenza: si sa che il corpo col tempo perde inevitabilmente la sua bellezza.

Ricorda che credendo in te stessa e utilizzando il potere della tua mente, potrai raggiungere il successo e realizzare i tuoi sogni.