Lettera Pubblicata su SlideItalia.it

Aprile 2015

Salve dott.ssa Li Petri,

sono un professore di Lettere di una vivace cittadina universitaria, Le scrivo perché voglio dichiarare la fine dell’innamoramento. Basta! Voglio dire basta perché a 54 anni, dopo due matrimoni e tre amatissimi figli di 24, 22 e 9 anni, sono felicemente single da 3 e trovo ridicola, anzi pietosa, l’idea di innamorarmi di nuovo.

L’amore è una trappola crudele e spietata nella quale volentieri si cade quando si è giovani, e va tutto bene. Lo vedo, e lo vivo di riflesso nei racconti dei miei studenti del liceo classico in cui insegno: sta nel conto, a chi tocca tocca. Lo leggo nel loro disincanto, nel lasciarsi alle spalle situazioni e storie che per me, aitante “over” cinquantenne un po’ stempiato, paiono crudeli e difficili da superare. Ma a cinquant’anni, a sessanta, l’amore non va affatto. Soprattutto quando si precipita nell’equivoco della partner ragazzina, che ti si offre sfrontata e che va contro i tuoi principi di genitore affettuoso e integerrimo.

Insomma dottoressa, il puer aeternus italicus, come sono io oggi è libero di vestirsi, viaggiare, fare sport, incontrare gente nuova e fare esperienze entusiasmanti: ma innamorarmi no grazie, ho già dato tanto.

Lei ritiene che questo mio sentire sia comune ad altri uomini o donne della mia età?

Permetta inoltre, gentile dottoressa, una piccola osservazione da un professore e attento lettore della sua Rubrica: ho notato, mi scusi ma mi sento di manifestarlo, che negli ultimi tempi la sua rubrica è diventata meno brillante; ho come la sensazione che non sia più il genius loci della rivista on line; non trovo più quel “guizzo”, quel lampo di genialità che caratterizzava le domande e le risposte, e che mi faceva sorridere soddisfatto mentre leggevo. Mi scusi di nuovo se mi sono permesso, ma mi manca quel suo stile leggero e dissacrante, che faceva capire argomenti anche molto seri.

Lo apprezzo e lo riconosco, perché da quando anni fa ho iniziato ad adottarlo con i miei studenti, il loro livello di apprendimento è cresciuto notevolmente.

Mi piacerebbe se lo riscoprisse anche Lei, dottoressa, per far felice me e credo altri suoi lettori…

La ringrazio per l’attenzione e La saluto cordialmente.

Prof. Antonio

 

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Gentilissimo Antonio,

felice di leggere la sua email, interessante anche l’argomento che mi propone “innamorarsi o meno dopo una certa età”. La ringrazio, anche per le osservazioni sul mio stile “meno leggero e dissacrante”, che riteneva più stimolante rispetto alle ultime Rubriche sicuramente più seriose. Mi impegnerò ad accontentare lei ed i lettori.

La prima riflessione che le propongo è: cosa significa innamorarsi. Certamente l’innamoramento resta un’esperienza unica e sconvolgente, fortunatamente ripetibile a tutte le età, viene anche definito “uno stato di quasi follia”. E’ una scoperta, un evento esplosivo, straordinario che trasforma tutto il nostro il mondo emotivo.
Dal punto di vista del vissuto, innamorarsi vuol dire ritrovarsi coinvolti, eccitati e preoccupati per qualcun altro. Si desidera averlo vicino, di toccarlo, di ascoltarlo, si sente un’attrazione che di solito coinvolge anche aspetti sessuali molto passionali e travolgenti. Un desiderio di condividere con questa persona emozioni, esperienze, pensieri, piccole cose. Diventare intimi.

L’innamoramento crea un magnetismo che ci indirizza verso una persona che diventa la Persona, una fissazione della quale non riusciamo a liberarci. Passione, gelosia, sogni, possono rendere la vita meravigliosa, oppure complicata e infelice. Dalla sua testimonianza, mi sembra emerga un’esperienza di innamoramento dolorosa. Scrive: “l’amore è una trappola crudele e spietata nella quale volentieri si cade quando si è giovani…”. Non mi sento di condividere questa affermazione, Professore, perché considero l’amore come il carburante della salute e del buon umore, anche quando la coppia si trova a dover fronteggiare situazioni problematiche. Molte persone, dopo una storia d’amore finita male rinunciano a viversi un nuovo legame, come è successo a lei, Antonio.

Ma da tre anni ha iniziato la più importante storia d’amore della sua vita, quella con “se stesso”, quindi ha trovato un serbatoio per nutrire il suo benessere e pertanto va bene così, a differenza di chi invece si deprime e si ammala.

Gli studi sulla longevità affermano che le persone possono superare i 120 anni di età in salute. Lei ha 54 anni. Credo che sia veramente molto giovane per rinunciare, per tutti i prossimi anni, ad un legame che possa essere per lei un valore aggiunto. Inoltre, la differenza di età oggi è molto meno importante rispetto ad una volta. Le coppie che si formano, fondano il loro legame sui sentimenti che provano, non più sulla sopravvivenza della specie.

La sessuologia ha superato da molto tempo ogni pregiudizio sul sesso legato al giudizio morale…Ahimè anche le 18enni possono desiderare di fare sesso con un 50enne stempiato…anche i nostri figli.

Usi e costumi che cambiano, che ci piaccia o no!!!

Grazie Antonio un saluto