Lettera Pubblicata su SlideItalia.it

Dicembre 2015

Gentile Dottoressa,

sono triste e preoccupato, il mio compagno mi ha lasciato dopo 10 anni di amore e condivisione.

Sono Davide un uomo di 51 anni e mi sono sposato all’età di 30. Da questo matrimonio ho avuto 2 figli ai quali sono molto legato anche se non mi sono mai sentito realizzato e felice nella mia vita matrimoniale. Sono sempre stato attratto anche dagli uomini ma non mi sono mai soffermato mai su questo mio desiderio, scacciando dalla mia mente ogni minimo pensiero al riguardo, fino a quando, un giorno, ho conosciuto Mario.

Mi sono innamorato di lui e ho fatto coming out. Ho lasciato mia moglie e sono andato a vivere a casa sua. Sono stato giudicato, deriso, maltrattato dalle persone a cui sono più legato e da allora lo stress emotivo mi ha accompagnato con coliche dolorosissime anche se saltuarie.

Però, da quando Mario mi ha lasciato, le coliche sono diventate quotidiane e la qualità della mia vita è peggiorata tantissimo.

Dottoressa, mi aiuti a capire cosa è successo al mio colon, mi sono sottoposto a una colonscopia e a diverse visite da cui non risulta nessuna patologia organica; i medici mi dicono che sono stressato e che devo fare psicoterapia:

cosa ne pensa?

Davide

 

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Gentilissimo signor Davide,

lo stress è una reazione evolutivamente antica negli uomini e negli animali, che ha lo scopo di usare in maniera rapida le riserve energetiche del nostro organismo per aumentare la probabilità di sopravvivenza dell’individuo. Nella sua storia di persona che deve affermare una scelta socialmente poco condivisa genera nel suo organismo una reazione logorante che perdura nel tempo, con la conseguenza di somatizzazione del suo stress.

Il pericolo che vive, da alcuni anni, è quello della paura di perdere l’amore dei suoi cari ma che grazie all’amore di Mario è riuscito a gestire, con la sola conseguenza di qualche episodio saltuario di colite. Invece da quando il suo compagno l’ha lasciato, la somatizzazione dello stress è aumentata con coliche quotidiane. Tutto questo accade perché alcune reti nervose intestinali sono strettamente collegate con il nostro cervello.

Tutti noi conosciamo alcuni modi di dire come: ingoiare una decisione, prendere una decisione di pancia, avere un mattone sullo stomaco, mi sono rimaste le parole in gola e così via. Le parole sono dei semi, quindi l’uso di queste espressioni indica come la nostra mente sia in profondo contatto con il nostro apparato digerente. Difatti tutte le viscere hanno il più grosso agglomerato di cellule nervose, che addirittura supera il numero di quelle del midollo spinale. Il cervello addominale è autonomo, pertanto non segue la volontà ma le sensazioni. Difatti sensazioni forti, stress emotivi o eventi traumatici possono, appunto, causare disturbo di stomaco o coliti. Quando siamo irritati aumenta l’acidità e si manifestano i bruciori di stomaco. Gli ormoni dello stress come la corticotropina che, in caso di pericolo o eventi impegnativi l’ipotalamo produce in abbondanza, si lega a siti specifici del tratto intestinale.

A questo punto, i mastociti, cioè le cellule del sistema immunitario, secernono alcune molecole-segnale, alle quali il cervello addominale reagirà provocando diarrea, nausea e vomito. Carissimo lettore, per evitare di essere prolissa e pesante, mi sento di dirle che è stato molto coraggioso e assertivo nel seguire il cuore e cambiare completamente la sua vita. È un esempio per tutti quelli che vivono una vita con tante maschere e sono eterni infelici. Pertanto, penso che sia arrivato il momento di accettare, con elasticità e tolleranza, le critiche, gli omofobici, i razzisti e anche la fine di un amore.

Purtroppo le perdite sono veri e propri lutti accompagnati da molta sofferenza, ma con l’accettazione del proprio sentire tutto questo dura poco e dopo una fine c’è sempre una rinascita.

Un modo per velocizzare gli obiettivi è senz’altro il percorso terapeutico, che le consiglio per trovare soluzione sia ai suoi problemi fisici che per ridurre il tempo della sua sofferenza.