Lettera Pubblicata su SlideItalia.it

Luglio 2016

Dottoressa Li Petri,

Le scrivo questa lettera, perché, ho l’ossessione della pulizia e per l’ordine. Ho 45 anni e posso affermare che ho trascorso più della metà della mia vita a lucidare i pavimenti, a stirare, spolverare e a rassettare. Ho due figli maschi, rispettivamente di 10 e 12 anni, vorrei tanto pensare di più a loro e smettere di pulire. Sogno spesso di sedermi per terra, giocare con loro in mezzo al disordine…ma…poi…nella realtà non ci riesco proprio. So che un giorno rimpiangerò di non averlo fatto, di aver perso i loro anni migliori ma divento ansiosa e intrattabile se non lucido. Da ragazza, le pulizie, mi rilassavano e mi distraevano da pensieri sgradevoli, il tempo volava e mi dimenticavo di tutto…col tempo le cose sono cambiate e tutto è diventato un’ossessione…addirittura quando i miei figli si siedono sul divano tolgo i cuscini per paura che si possano sporcare. Costringo i miei figli a lavarsi più volte al giorno, come faccio io, minimo tre docce… Mio marito dopo 10 anni di discussioni mi ha lasciata, da sola con i figli, stanco di vedermi stressata e affaticata per le faccende domestiche. Ultimamente la mia salute è altalenante, spesso, ho la pressione alta e tachicardia. Devo uscire da questo incubo, sono andata dal mio medico di base che mi ha suggerito una visita psichiatrica che ho rifiutato, visto che sono contraria all’assunzione di psicofarmaci. Cosa posso fare?

La saluto cordialmente

Anna Maria di Taranto

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Cara Anna Maria,

chiaramente non si tratta del piacere di vivere in una casa pulita ed ordinata ma di una vera ossessione, che La porta a mettere a posto una casa già ordinata e pulita, dove alla base c’è un’ansia acuta legata a una necessità di controllo. Simbolicamente, la casa rappresenta il corpo, ordinare e pulire la casa è un modo per controllare il corpo e le pulsioni sconosciute, percepiti come pericolosi. inoltre strofinare, spolverare e altro dà una soddisfazione sostitutiva e tranquillizza. I rituali hanno la funzione di placare l’ansia e mantenere un equilibrio anche a costo di perdere la libertà dietro ad un’ossessione. La paura dello sporco, si chiama “rupofobia”, causa una continua spinta a doversi lavare frequentemente e a pulire ossessivamente la casa, come tutte le fobie è legata a parti nascoste che non si riescono ad accettare e di cui, con la ritualizzazione si tenta in contemporanea all’eliminazione e l’impossibilità di separarsene. Quando si prova un’emozione, ossia il corpo che si esprime per comunicare qualcosa, è necessario, prestare attenzione e leggere il messaggio. Pertanto, evitare di sedarsi con cure psichiatriche, come ha preferito fare Lei, Anna Maria, la condivido come scelta, a meno che, la gravità della situazione arriva ad impedire lo svolgimento di una vita normale. Comunque, cercare di approfondire e comprendere cosa risulta impossibile accettare di sé e come imparare ad amarsi in tutte le proprie sfaccettature credo che sia fondamentale per il benessere di ogni persona. Non abbia paura di conoscersi, anche, attraverso un percorso di psicoterapia che Le permetterà di apprezzare i pregi e i difetti più nascosti, con il lusso di potersi concedere di sbagliare e di non essere perfetti.

A presto con belle notizie di vita nuova.