Lettera Pubblicata su SlideItalia.it

Gennaio 2015

Cara Dottoressa,

Da anni vivo profondi sensi di colpa che mi spezzano il cuore. Sono una donna realizzata nel mondo del lavoro, dirigo una SPA da 5 anni e guadagno molto bene. Sono stata una bambina ribelle a tutte le regole della mia famiglia.

Mia madre non ha mai perso un’occasione per dirmi quanto sono stata cattiva e disubbidiente in ogni circostanza.

La mia voglia di conoscere e vivere esperienze di vario genere mi ha sempre allontanata dalla mentalità della mia famiglia. Quindi, in conclusione, mi potrei definire, secondo il punto di vista dei miei familiari, la pecora nera. Nella mia vita sentimentale non amo legarmi ad un compagno perché non sopporto limitazioni, controlli e prediche. Pertanto ogni volta che chiudo una frequentazione mi dispiace vedere la sofferenza nell’altro che mi chiede di continuare la relazione ma che allo stesso tempo non comprende che io non amo avere catene. Purtroppo anche in questo caso i miei sensi di colpa si acuiscono.

Vivo la vita che desidero, non voglio seguire schemi e tradizioni ma vivere giorno per giorno senza troppi fronzoli ma se qualcuno soffre per le mie scelte allora soffro più di loro, tanto che spesso ho incidenti domestici di vario genere, mi brucio, mi taglio, rompo i vestiti ecc.
Cosa posso fare per superare i miei sensi di colpa che offuscano la gioia delle mie scelte?

Marina di Palombara

 

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Marina,

il senso di colpa, oltre all’invidia, è il sentimento più distruttivo che possiamo nutrire. L’essere umano con la propria mente può costruire un modo di pensare che può portare alla felicità o all’infelicità. Se il nostro pensiero alimenta il senso di colpa di certo non favorisce nel tempo il benessere. Il senso di colpa ha origine nella nostra cultura religiosa dove abbiamo ascoltato più volte che siamo colpevoli del peccato originale già alla nascita, causato dal peccato di disobbedienza di Adamo ed Eva che ereditiamo da loro i quali sono stati perciò puniti da Dio. Inoltre sentiamo anche dire, ripetutamente, che Gesù è morto per i nostri peccati, siccome, il bambino, non sa distinguere i significati, crede che è colpa sua se accade qualcosa agli altri. Anche l’ambiente scolastico ha contribuito, a modo suo, ad alimentare la vergogna e il senso di colpa nelle menti fragili dei bambini. Con giudizi e critiche davanti agli errori commessi sui compiti, invece di accogliere lo sbaglio, in quanto, si va a scuola per imparare non per essere criticati o per stare in una lista dei più o meno bravi. In famiglia abbiamo, per esempio, visto i nostri genitori lavorare con fatica, malati e altro mentre ci trattavano da vili, pigri, buoni a nulla e fannulloni. Con la conseguenza che il piacere del relax e del divertimento diventano causa di sensi di colpa.

Ci sono 4 sensi di colpa principali:

1) Il senso di colpa per aver causato la morte o la sofferenza di una persona.

2) Deludere una o più persone.

3) Non aver potuto aiutare una persona cara.

4) Senso di colpa per aver avuto più degli altri.

Marina, il suo senso di colpa, è collegato all’idea di essere stata deludente riguardo alle aspettative che avevano i suoi genitori, tanto che l’hanno criticata molto e anche per la sofferenza che procura alle persone che lei lascia ma che vorrebbero continuare a stare con lei. E’ molto importante sapere che i nostri sensi di colpa danno luogo ad una serie di manifestazioni come piccoli incidenti: bruciarsi, tagliarsi, rompere i vestiti, rigare la macchina. Grandi incidenti: cadere e farsi male, fare incidenti di macchina. Perdite economiche e malattie gravi.

Tutto ciò per punirsi e pagare la colpa, non è troppo? Allora cosa fare per superare questo stato emotivo devastante?

i sono 2 momenti da affrontare in un processo di liberazione:

1) presa di coscienza, cercare di comprendere se ci sono fatti, azioni per i quali si meriti una punizione.

2) Accettazione che non siamo perfetti e che possiamo sbagliare, quindi un comportamento responsabile è riparare gli errori commessi, lasciandoci alle spalle ciò che è il passato ed andare avanti prendendo le giuste distanze: io sono io e tu sei tu.

Imparare a perdonarsi per perdonare.