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Lettera Pubblicata su SlideItalia.it

Dicembre 2014

Dottoressa Li Petri,

da 3 mesi non riesco più a essere sereno. Tutto è iniziato da una visita per una banale psoriasi. Il dermatologo, mentre mi visita, si accorge di alcuni brutti nei che non lo convincono. Li esamina attentamente, in maniera piuttosto brusca mi propone di asportarne tre per una sospetta diagnosi di tumore maligno, su cui farà eseguire la biopsia. Nell’attesa del referto, ho vissuto come in un incubo: sognavo cose orribili, bare, chemioterapie, perdevo tutti i capelli, mia moglie mi abbandonava per un altro uomo sano e bello, mentre io rimanevo da solo in ospedale in attesa della morte. Insomma, un’angoscia che non auguro a nessuno. Alla fine, invece, il referto ha escluso il tumore maligno. Invece di sentirmi sollevato, non riesco più a vivere tranquillo.

Ormai il serpente del male si è insinuato nella mia mente, controllo ogni macchia della pelle, i foruncoli o altro, e sono ossessionato dal pensiero che il cancro possa arrivare da un momento all’altro a distruggere la mia esistenza.

Luigi da Pisa

 

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Caro Luigi,

comprendo il suo vissuto di ansia e di forte preoccupazione dopo il trauma di aver ricevuto un messaggio allarmante rispetto alla sua salute, anche se le analisi hanno scongiurato il pericolo. Nella vita di tutti giorni comunicare dovrebbe essere semplice come respirare, mangiare o ricaricare le energie attraverso il sonno.

Comunicare, tuttavia, non significa semplicemente informare, ma vuol dire entrare in relazione, dunque scambiare informazioni, messaggi, sensazioni, timori, desideri, con altre persone. Ancora di più se si svolge un ruolo delicato come quello del medico che con le parole ha il potere di guarire o uccidere. Il Vangelo inizia così: “In principio era il Verbo…”; un testo antichissimo che già mette l’accento sull’importanza creatrice del logos, “… era Dio, si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Anche Pavel Florenskij, teologo russo, afferma che “la parola ha lo stesso potete fecondante delle cellule seminali”, proprio come lo sperma attraverso la fecondazione genera una nuova persona. Qualsiasi parola pronunciata risuona in tutto il corpo, e ogni parola è il corpo stesso. Per questo, io sono sempre più convinta che noi “diventiamo realmente le parole che pronunciamo”.

“LE PAROLE NEGATIVE INTOSSICANO IL CERVELLO”: tutte le parole, e in particolare quelle negative, producono malesseri, seminano scorie e condizionamenti, generano atteggiamenti distorti e storpiature che complicano l’esistenza e intossicano la mente. A pensarci bene, però, le parole ostili sono doppiamente pericolose. Una volta pronunciate, infatti, vanno ad agire contemporaneamente su almeno due cervelli, quello di chi parla e quello di chi ascolta.

E, in entrambi i cervelli, diventano materia attraverso un chiaro percorso chimico-fisico, oltre che simbolico, che attraversa corpo e psiche a partire dall’orecchio. Inizia dalla voce e va verso il corpo. Quando una parola entra dentro di noi, modifica contemporaneamente le aree cerebrali e lo stato di alcune viscere. L’ingresso dei suoni nel corpo avviene attraverso il timpano, una specie di porta situata dentro l’orecchio. Da qui procedono nel cranio dentro una struttura denominata “coclea”, fanno vibrare l’orecchio interno e poi si incanalano nel nervo acustico per poi propagarsi agli organi e al cervello. A questo punto, le parole stimolano il nervo vago, e si diramano verso gli organi della respirazione, della digestione e della circolazione. Al livello centrale, invece, vengono interessate le aree centrali del cervello, così come le zone vicine alle strutture auditive, per esempio le aree limbiche e paralimbiche, dove le emozioni si trasformano in impulsi fisico-chimici e viceversa; pertanto, una parola avversa stimola emozioni negative e al contrario una positiva una bella emozione.

Le ho esposto tutta questa disamina sulla parola, Luigi, per farle comprendere che lei ha il potere di modificare la sua situazione allenandosi a cambiare le parole negative, che attualmente usa, in parole positive utili per costruire la sua ritrovata salute fisica e mentale con emozioni gratificanti e piene di serenità.

Se da solo non dovesse riuscirci o non lo dovesse trovare un compito facile, il mio consiglio è quello di rivolgersi a un terapeuta per ricevere un aiuto, vedrà che ce la può fare e ci riuscirà.